{"product_id":"pzzlb87659","title":"Nomi Distanti Antonella Anedda Aragno 2020","description":"\u003cstrong\u003eCONDIZIONE:\u003c\/strong\u003e Nuovo\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003eSku:\u003c\/strong\u003e PZZLB87659\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003eISBN:\u003c\/strong\u003e 9788893800976\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003eTitolo:\u003c\/strong\u003e Nomi Distanti\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003eAutore:\u003c\/strong\u003e Antonella Anedda\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003eEditore:\u003c\/strong\u003e Aragno\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003eAnno:\u003c\/strong\u003e 2020\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003ePagine:\u003c\/strong\u003e 169\u003cbr\u003e\u003cstrong\u003eFormato:\u003c\/strong\u003e Brossura\u003cbr\u003e\u003cbr\u003eLe prime righe di questo libro ci parlano di mare, di freddo, di tremore, di volti e corpi nel buio, di richiami e risposte che remano verso l'essenziale di ciò che sembra inesprimibile. Nel 1998, quando uscì Nomi distanti, all'attivo Antonella Anedda aveva, presso piccoli editori lungimiranti, solo un libro di versi (che però una maestra come Amelia Rosselli aveva riconosciuto come quasi capolavoro) e uno di prose. Se oggi invece è riconosciuta come la voce lirica forse maggiore della nostra lingua, lo si deve anche all'allenamento trascendentale, agli esercizi materiali e spirituali allora affrontati in questo libro segreto, pubblicato ancora più alla macchia: in ubriacante slalom in ascesa tra le lingue, traducendo e variando versi e prose di maestri più o meno vicini come Emily Brontë e Marina Cvetaeva, Ezra Pound e Zbigniew Herbert, Osip Mandel'stam e Philippe Jaccottet. Del resto proprio le categorie di Vicino e Lontano, di Proprio e Straniero, metteva radicalmente in questione Nomi distanti: come insegnato dal maestro fra tutti più decisivo, Paul Celan, quando pensava di raccogliere le versioni poetiche della sua vita a fronte sotto il titolo Vicinanza estranea. Il poeta straniero (tutti i poeti sono ebrei diceva Cvetaeva, e traduceva appunto Celan) scuote e sommuove, secondo Walter Benjamin, la lingua di chi accoglie, di chi traduce. Non è un incontro pacifico, non è irenica fusione di orizzonti: è fare esperienza, anche traumatica, dell'alieno, dell'intruso. Ma quello choc, che tanto ci ha turbato, certe volte finiamo per scoprire che ci ha salvato la vita. Per esempio forgiando la lingua di colei il cui nome, non più distante, si salva come Antonella Anedda. (Andrea Cortellessa)","brand":"Aragno","offers":[{"title":"Default Title","offer_id":48225264664923,"sku":"PZZLB87659","price":11.61,"currency_code":"EUR","in_stock":false}],"thumbnail_url":"\/\/cdn.shopify.com\/s\/files\/1\/0849\/3957\/1547\/files\/9788893800976_d9219d7f-9ffa-4754-bba9-3406f070742c.jpg?v=1729951891","url":"https:\/\/www.plibro.it\/products\/pzzlb87659","provider":"Piazza del Libro","version":"1.0","type":"link"}