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Newton Compton Editori
Mi Chiamo Oleg. Sono Sopravvissuto Ad Auschwitz Filippo Boni Newton Compton Ed
Mi Chiamo Oleg. Sono Sopravvissuto Ad Auschwitz Filippo Boni Newton Compton Ed
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB103778
ISBN: 9788822791955
Titolo: Mi Chiamo Oleg. Sono Sopravvissuto Ad Auschwitz
Autore: Filippo Boni
Editore: Newton Compton Editori
Anno: 2025
Pagine: 288
Formato: Brossura
Ha undici anni Oleg Mandić, quando l'Armata Rossa entra ad Auschwitz per liberare gli ultimi sopravvissuti. Nato a Sušac, attuale Croazia, nel 1944 viene arrestato con la madre e la nonna e deportato. Non è ebreo ma prigioniero politico, perché suo padre e suo nonno, dopo l'occupazione, si sono uniti ai partigiani. Ad Auschwitz sperimenta e sopporta l'inimmaginabile: la fame, i lavori forzati, i continui soprusi delle SS, finisce anche nel famigerato reparto del dottor Mengele, da cui i bambini spariscono senza che nessuno ne sappia più nulla. La morte, nel campo, è ovunque: c'è chi la cerca per disperazione gettandosi contro il recinto elettrificato e chi, appena sceso dal treno, già finisce per trasformarsi in fumo e uscire dai crematori. Oleg, invece, si salva. Per caso, per fortuna, forse per destino. Per anni tiene sotto chiave i ricordi, incapace di descrivere ciò che ha vissuto. Ma quando riaffiorano, insieme a loro arriva il bisogno di tornare, di rivedere quei luoghi, darne testimonianza e rispondere al richiamo di una misteriosa lettera... Alle mie spalle si chiuse il cancello di Auschwitze si abbassò la sbarra con sopra la storica frase: Arbeit macht frei. Sono stato l'ultimo prigioniero a uscirne vivo.
Sku: PZZLB103778
ISBN: 9788822791955
Titolo: Mi Chiamo Oleg. Sono Sopravvissuto Ad Auschwitz
Autore: Filippo Boni
Editore: Newton Compton Editori
Anno: 2025
Pagine: 288
Formato: Brossura
Ha undici anni Oleg Mandić, quando l'Armata Rossa entra ad Auschwitz per liberare gli ultimi sopravvissuti. Nato a Sušac, attuale Croazia, nel 1944 viene arrestato con la madre e la nonna e deportato. Non è ebreo ma prigioniero politico, perché suo padre e suo nonno, dopo l'occupazione, si sono uniti ai partigiani. Ad Auschwitz sperimenta e sopporta l'inimmaginabile: la fame, i lavori forzati, i continui soprusi delle SS, finisce anche nel famigerato reparto del dottor Mengele, da cui i bambini spariscono senza che nessuno ne sappia più nulla. La morte, nel campo, è ovunque: c'è chi la cerca per disperazione gettandosi contro il recinto elettrificato e chi, appena sceso dal treno, già finisce per trasformarsi in fumo e uscire dai crematori. Oleg, invece, si salva. Per caso, per fortuna, forse per destino. Per anni tiene sotto chiave i ricordi, incapace di descrivere ciò che ha vissuto. Ma quando riaffiorano, insieme a loro arriva il bisogno di tornare, di rivedere quei luoghi, darne testimonianza e rispondere al richiamo di una misteriosa lettera... Alle mie spalle si chiuse il cancello di Auschwitze si abbassò la sbarra con sopra la storica frase: Arbeit macht frei. Sono stato l'ultimo prigioniero a uscirne vivo.
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