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Feltrinelli
Il Mio Anno Di Riposo E Oblio. Ediz. 70° Anniversario Ottessa Moshfegh Feltrin
Il Mio Anno Di Riposo E Oblio. Ediz. 70° Anniversario Ottessa Moshfegh Feltrin
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB105636
ISBN: 9788807899768
Titolo: Il Mio Anno Di Riposo E Oblio. Ediz. 70° Anniversario
Autore: Ottessa Moshfegh
Editore: Feltrinelli
Anno: 2025
Pagine: 240
Formato: Brossura
Con Il mio anno di riposo e oblio (2018), Ottessa Moshfegh conquista una fama internazionale. Sotto la vicenda apparentemente assurda di una ragazza che, pur avendo tutto, decide di rinchiudersi in un sonno indotto dai farmaci, Moshfegh ci consegna una riflessione profonda sullo slittamento di significato di cui siamo tutti partecipi e che ha ormai sconvolto la nostra società. Perché se le generazioni passate vedevano nel mito del lavoro un mezzo per affermarsi e raggiungere un obiettivo – un sogno –, oggi questa consequenzialità viene sconfessata. Non c’è alcuna garanzia che il mondo di fuori sostenga le ambizioni dei singoli e allora si assiste a un graduale ritorno al “dentro”. Non si tratta, come si potrebbe facilmente pensare, di una ritirata, ma di un consapevole arrocco, un modo per ritagliarsi un proprio spazio attraverso l’alienazione. Ecco allora che la decisione indecifrabile della protagonista acquista i contorni di una cura dal presente, una terapia che cerca di allontanarci dalle richieste assurde a cui molti di noi, lettori di oggi, sono sottoposti ogni giorno.
Sku: PZZLB105636
ISBN: 9788807899768
Titolo: Il Mio Anno Di Riposo E Oblio. Ediz. 70° Anniversario
Autore: Ottessa Moshfegh
Editore: Feltrinelli
Anno: 2025
Pagine: 240
Formato: Brossura
Con Il mio anno di riposo e oblio (2018), Ottessa Moshfegh conquista una fama internazionale. Sotto la vicenda apparentemente assurda di una ragazza che, pur avendo tutto, decide di rinchiudersi in un sonno indotto dai farmaci, Moshfegh ci consegna una riflessione profonda sullo slittamento di significato di cui siamo tutti partecipi e che ha ormai sconvolto la nostra società. Perché se le generazioni passate vedevano nel mito del lavoro un mezzo per affermarsi e raggiungere un obiettivo – un sogno –, oggi questa consequenzialità viene sconfessata. Non c’è alcuna garanzia che il mondo di fuori sostenga le ambizioni dei singoli e allora si assiste a un graduale ritorno al “dentro”. Non si tratta, come si potrebbe facilmente pensare, di una ritirata, ma di un consapevole arrocco, un modo per ritagliarsi un proprio spazio attraverso l’alienazione. Ecco allora che la decisione indecifrabile della protagonista acquista i contorni di una cura dal presente, una terapia che cerca di allontanarci dalle richieste assurde a cui molti di noi, lettori di oggi, sono sottoposti ogni giorno.