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Iperborea
Il Mio Grande, Bellissimo Odio Elisabeth Åsbrink Iperborea 2025
Il Mio Grande, Bellissimo Odio Elisabeth Åsbrink Iperborea 2025
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB105694
ISBN: 9788870916942
Titolo: Il Mio Grande, Bellissimo Odio
Autore: Elisabeth Åsbrink
Editore: Iperborea
Anno: 2025
Pagine: 480
Formato: Brossura
Solitaria, eppure dominata da una necessità viscerale di vicinanza e complicità, isolata nella Svezia rurale, eppure assidua frequentatrice dei teatri di Copenaghen, donna che avrebbe preferito nascere uomo: Victoria Benedictsson è stata una delle voci più importanti dell’Ottocento svedese, autrice di romanzi, racconti e opere teatrali firmati con lo pseudonimo di Ernst Ahlgren. Sono gli anni di Strindberg, Ibsen, Ellen Key, di Georg Brandes, che iniziò i dibattiti sul sesso e il ruolo delle donne nel matrimonio e nella società scandinava: le questioni che Benedictsson vive in prima persona. Lei che sogna di diventare un’artista ma viene ostacolata dalla famiglia e poi finisce intrappolata in un matrimonio infelice, con molti figli a carico che fatica ad amare, fonte di un perenne senso di colpa. E che dopo lunghe battaglie col marito, armata solo del suo bellissimo odio, cioè una strenua determinazione a rivendicare ciò che si merita, riuscirà a mantenersi con la sua penna e a entrare nel ristretto circolo di Brandes, il suo mito e futuro amante. Ma oltre i successi e le conquiste della pioniera, quella di Victoria Benedictsson è anche una vita di dolore, di frequenti malattie e di insicurezze, mossa da una profonda e insaziabile sete di connessione, che finirà tragicamente con il suicidio a soli trentotto anni.
Sku: PZZLB105694
ISBN: 9788870916942
Titolo: Il Mio Grande, Bellissimo Odio
Autore: Elisabeth Åsbrink
Editore: Iperborea
Anno: 2025
Pagine: 480
Formato: Brossura
Solitaria, eppure dominata da una necessità viscerale di vicinanza e complicità, isolata nella Svezia rurale, eppure assidua frequentatrice dei teatri di Copenaghen, donna che avrebbe preferito nascere uomo: Victoria Benedictsson è stata una delle voci più importanti dell’Ottocento svedese, autrice di romanzi, racconti e opere teatrali firmati con lo pseudonimo di Ernst Ahlgren. Sono gli anni di Strindberg, Ibsen, Ellen Key, di Georg Brandes, che iniziò i dibattiti sul sesso e il ruolo delle donne nel matrimonio e nella società scandinava: le questioni che Benedictsson vive in prima persona. Lei che sogna di diventare un’artista ma viene ostacolata dalla famiglia e poi finisce intrappolata in un matrimonio infelice, con molti figli a carico che fatica ad amare, fonte di un perenne senso di colpa. E che dopo lunghe battaglie col marito, armata solo del suo bellissimo odio, cioè una strenua determinazione a rivendicare ciò che si merita, riuscirà a mantenersi con la sua penna e a entrare nel ristretto circolo di Brandes, il suo mito e futuro amante. Ma oltre i successi e le conquiste della pioniera, quella di Victoria Benedictsson è anche una vita di dolore, di frequenti malattie e di insicurezze, mossa da una profonda e insaziabile sete di connessione, che finirà tragicamente con il suicidio a soli trentotto anni.
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