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Rusconi Libri
Van Gogh. Il Suicidato Della Societa Antonin Artaud Rusconi Libri 2025
Van Gogh. Il Suicidato Della Societa Antonin Artaud Rusconi Libri 2025
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB106882
ISBN: 9788818039405
Titolo: Van Gogh. Il Suicidato Della Societa
Autore: Antonin Artaud
Editore: Rusconi Libri
Anno: 2025
Pagine: 128
Formato: Brossura
Una riflessione radicale sul celebre e popolarissimo artista olandese Vincent van Gogh e sulla sua tragica esistenza. Ma non solo… Artaud esplora il concetto che il pittore non sia stato sconfitto dal proprio delirio, quanto piuttosto da un “delirio” più ampio e malevolo, insito nella società stessa. Attraverso uno sguardo provocatorio e profondo, Artaud denuncia la società come un’entità che opera una sorta di “crimine organizzato” o meglio una “magia nera universale”, che controlla e schiaccia gli artisti come van Gogh, fragili nella loro libertà e sensibilità artistica. Per contrastare la convinzione così diffusa ancora oggi, che vede van Gogh come l’archetipo dell’artista folle, Artaud fa un paragone solo parziale con il proprio vissuto. Piuttosto, egli richiama altri artisti, che sono state sue fonti di ispirazione e che hanno subito simili vessazioni da parte di un ambiente ottuso e repressivo: Edgar Allan Poe, Gérard de Nerval, Nietzsche… L’opera offre una prospettiva unica e radicale sulla lotta dell’artista contro le forze oscure che lo circondano, una lotta che, secondo Artaud, è alla base del suo tragico destino.
Sku: PZZLB106882
ISBN: 9788818039405
Titolo: Van Gogh. Il Suicidato Della Societa
Autore: Antonin Artaud
Editore: Rusconi Libri
Anno: 2025
Pagine: 128
Formato: Brossura
Una riflessione radicale sul celebre e popolarissimo artista olandese Vincent van Gogh e sulla sua tragica esistenza. Ma non solo… Artaud esplora il concetto che il pittore non sia stato sconfitto dal proprio delirio, quanto piuttosto da un “delirio” più ampio e malevolo, insito nella società stessa. Attraverso uno sguardo provocatorio e profondo, Artaud denuncia la società come un’entità che opera una sorta di “crimine organizzato” o meglio una “magia nera universale”, che controlla e schiaccia gli artisti come van Gogh, fragili nella loro libertà e sensibilità artistica. Per contrastare la convinzione così diffusa ancora oggi, che vede van Gogh come l’archetipo dell’artista folle, Artaud fa un paragone solo parziale con il proprio vissuto. Piuttosto, egli richiama altri artisti, che sono state sue fonti di ispirazione e che hanno subito simili vessazioni da parte di un ambiente ottuso e repressivo: Edgar Allan Poe, Gérard de Nerval, Nietzsche… L’opera offre una prospettiva unica e radicale sulla lotta dell’artista contro le forze oscure che lo circondano, una lotta che, secondo Artaud, è alla base del suo tragico destino.
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