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Adelphi
A Che Cosa Serve La Letteratura? Isaac Bashevis Singer Adelphi 2025
A Che Cosa Serve La Letteratura? Isaac Bashevis Singer Adelphi 2025
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB106953
ISBN: 9788845939693
Titolo: A Che Cosa Serve La Letteratura?
Autore: Isaac Bashevis Singer
Editore: Adelphi
Anno: 2025
Pagine: 210
Formato: Brossura
Quale concezione della letteratura anima le prodigiose storie di Singer? Quale visione estetica e spirituale ha disegnato i suoi personaggi? Per quanto sorprendente possa risultare, i numerosi saggi cui Singer ha affidato le sue idee in fatto di arte, letteratura e cultura ebraica sono rimasti relegati in pubblicazioni poco accessibili (per lo più il quotidiano yiddish Forverts) e schermati da pseudonimi. Eppure, come documentano le traduzioni in inglese riaffiorate dai suoi archivi, non v’è dubbio che Singer meditasse di ricavarne una raccolta: questo libro rappresenta dunque la realizzazione postuma di un progetto d’autore – e un’inattesa via d’accesso alla sua filosofia personale. Di più: a mano a mano che ci addentriamo nella lettura, scopriamo che questi interventi – dove lo scrittore �� raffigurato come un intrattenitore, un narratore di destini individuali, ancorato a un gruppo specifico e a una specifica cultura, refrattario alla psicologia e alla sociologia, perennemente in lotta con i sommi poteri, cioè con Dio – sono anche l’eco meditativa dei suoi romanzi, e che li illuminano di una luce nuova. Così, allorché Singer schizza con disarmante affabilità un quadro della sua Qabbalah, rivelandoci che le tenebre e il male sono necessari perché le azioni e i pensieri umani siano in perenne bilico tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, il destino dei personaggi che abbiamo amato – da Hertz Grein in Ombre sull’Hudson a Yasha Mazur nel Mago di Lublino a Hertz Minsker nel Ciarlatano – ci appare d’improvviso inevitabile. E di un’abbagliante evidenza.
Sku: PZZLB106953
ISBN: 9788845939693
Titolo: A Che Cosa Serve La Letteratura?
Autore: Isaac Bashevis Singer
Editore: Adelphi
Anno: 2025
Pagine: 210
Formato: Brossura
Quale concezione della letteratura anima le prodigiose storie di Singer? Quale visione estetica e spirituale ha disegnato i suoi personaggi? Per quanto sorprendente possa risultare, i numerosi saggi cui Singer ha affidato le sue idee in fatto di arte, letteratura e cultura ebraica sono rimasti relegati in pubblicazioni poco accessibili (per lo più il quotidiano yiddish Forverts) e schermati da pseudonimi. Eppure, come documentano le traduzioni in inglese riaffiorate dai suoi archivi, non v’è dubbio che Singer meditasse di ricavarne una raccolta: questo libro rappresenta dunque la realizzazione postuma di un progetto d’autore – e un’inattesa via d’accesso alla sua filosofia personale. Di più: a mano a mano che ci addentriamo nella lettura, scopriamo che questi interventi – dove lo scrittore �� raffigurato come un intrattenitore, un narratore di destini individuali, ancorato a un gruppo specifico e a una specifica cultura, refrattario alla psicologia e alla sociologia, perennemente in lotta con i sommi poteri, cioè con Dio – sono anche l’eco meditativa dei suoi romanzi, e che li illuminano di una luce nuova. Così, allorché Singer schizza con disarmante affabilità un quadro della sua Qabbalah, rivelandoci che le tenebre e il male sono necessari perché le azioni e i pensieri umani siano in perenne bilico tra ciò che è giusto e ciò che è sbagliato, il destino dei personaggi che abbiamo amato – da Hertz Grein in Ombre sull’Hudson a Yasha Mazur nel Mago di Lublino a Hertz Minsker nel Ciarlatano – ci appare d’improvviso inevitabile. E di un’abbagliante evidenza.
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