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Adelphi
Un Paniere Di Chiocciole. Cinquanta Elzeviri Tommaso Landolfi Adelphi 2025
Un Paniere Di Chiocciole. Cinquanta Elzeviri Tommaso Landolfi Adelphi 2025
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB110194
ISBN: 9788845939815
Titolo: Un Paniere Di Chiocciole. Cinquanta Elzeviri
Autore: Tommaso Landolfi
Editore: Adelphi
Anno: 2025
Pagine: 320
Formato: Brossura
Con feroce autoironia, Landolfi mette in scena la sua condizione di elzevirista al soldo del Corriere della Sera e un��idea di letteratura sfrondata di ogni alloro, prigioniera di una gabbia coercitiva, ridotta alla funzione di gagne-pain. Ma proprio nel loro carattere di scrittura ricondotta alla sua chimica essenza risiede il fascino di questi cinquanta elzeviri, perfetti congegni capaci di evocare incontri mancati, occasioni ignorate perché il gelido soffio della disperazione spazza via ogni speranza, di vivisezionare relazioni di coppia oblique, simili ad acerbi duelli o a una benigna trama di nulla, di rivelare, con la gelida efficacia dell’incubo, l’inconsistenza di ciò che chiamiamo io, di vanificare la fiducia nella ragione, di dar corpo alle nostre più segrete paure: nello splendido Il bacio, per esempio, l’invisibile creatura che ogni notte visita, imprimendogli un bacio sulle labbra, un timido e al principio deliziato notaio si rivela una falla nel nero etere cosmico, decisa a succhiargli la vita. Un incubo è del resto il nostro vivere quotidiano, assediato dal bisogno, dal vuoto, da un angoscioso senso d’irrealtà, di casualità – dalla tragica consapevolezza che la gente, quando non è noi, è odiabile perché non è noi, quando è noi, è odiabile perché è noi.
Sku: PZZLB110194
ISBN: 9788845939815
Titolo: Un Paniere Di Chiocciole. Cinquanta Elzeviri
Autore: Tommaso Landolfi
Editore: Adelphi
Anno: 2025
Pagine: 320
Formato: Brossura
Con feroce autoironia, Landolfi mette in scena la sua condizione di elzevirista al soldo del Corriere della Sera e un��idea di letteratura sfrondata di ogni alloro, prigioniera di una gabbia coercitiva, ridotta alla funzione di gagne-pain. Ma proprio nel loro carattere di scrittura ricondotta alla sua chimica essenza risiede il fascino di questi cinquanta elzeviri, perfetti congegni capaci di evocare incontri mancati, occasioni ignorate perché il gelido soffio della disperazione spazza via ogni speranza, di vivisezionare relazioni di coppia oblique, simili ad acerbi duelli o a una benigna trama di nulla, di rivelare, con la gelida efficacia dell’incubo, l’inconsistenza di ciò che chiamiamo io, di vanificare la fiducia nella ragione, di dar corpo alle nostre più segrete paure: nello splendido Il bacio, per esempio, l’invisibile creatura che ogni notte visita, imprimendogli un bacio sulle labbra, un timido e al principio deliziato notaio si rivela una falla nel nero etere cosmico, decisa a succhiargli la vita. Un incubo è del resto il nostro vivere quotidiano, assediato dal bisogno, dal vuoto, da un angoscioso senso d’irrealtà, di casualità – dalla tragica consapevolezza che la gente, quando non è noi, è odiabile perché non è noi, quando è noi, è odiabile perché è noi.
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