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Feltrinelli
Gli Sdraiati Michele Serra Feltrinelli 2026
Gli Sdraiati Michele Serra Feltrinelli 2026
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB124050
ISBN: 9788807950674
Titolo: Gli Sdraiati
Autore: Michele Serra
Editore: Feltrinelli
Anno: 2026
Pagine: 128
Formato: Brossura
Quello che avete fra le mani è lo spaesato messaggio nella bottiglia di un padre al proprio figlio adolescente: un lungo appello divertente, esasperato e smarrito a un interlocutore inafferrabile. Che non ribatte mai perché non c’è, e se c’è dorme, e se non dorme armeggia con il telefono, studia, ascolta musica, guarda serie tv – tutto contemporaneamente. Facendosi largo fra incrostazioni di dentifricio, würstel abbandonati tra le pieghe del divano, calzini volanti e dispositivi sempre accesi, il protagonista si sforza di capire chi sia lo sconosciuto che un tempo era un bambino così facile da amare e che invece ora ha perfezionato l’arte di sfuggire a ogni richiamo e a ogni regola. Ma a prendere forma attraverso i discorsi con cui la voce narrante tenta di mettere a fuoco il volto del proprio adolescente domestico è, in tutta la sua chiara e impietosa tenerezza, l’autoritratto di un padre, o, meglio, di un “dopopadre che ha rinunciato a impugnare la Tavola della Legge, non è più il depositario indiscusso dell’autorità e dunque sa bene, come educatore o anche solo come ‘figura esemplare’, di navigare a vista”. Un genitore che non crede più al principio di autorità, che intuisce lo sfaldarsi dei vecchi punti fermi nei rapporti tra le generazioni e non sa con cosa sostituirli. Ma non rinuncia a cercare un punto di incontro, anche solo attraverso una passeggiata in montagna.
Sku: PZZLB124050
ISBN: 9788807950674
Titolo: Gli Sdraiati
Autore: Michele Serra
Editore: Feltrinelli
Anno: 2026
Pagine: 128
Formato: Brossura
Quello che avete fra le mani è lo spaesato messaggio nella bottiglia di un padre al proprio figlio adolescente: un lungo appello divertente, esasperato e smarrito a un interlocutore inafferrabile. Che non ribatte mai perché non c’è, e se c’è dorme, e se non dorme armeggia con il telefono, studia, ascolta musica, guarda serie tv – tutto contemporaneamente. Facendosi largo fra incrostazioni di dentifricio, würstel abbandonati tra le pieghe del divano, calzini volanti e dispositivi sempre accesi, il protagonista si sforza di capire chi sia lo sconosciuto che un tempo era un bambino così facile da amare e che invece ora ha perfezionato l’arte di sfuggire a ogni richiamo e a ogni regola. Ma a prendere forma attraverso i discorsi con cui la voce narrante tenta di mettere a fuoco il volto del proprio adolescente domestico è, in tutta la sua chiara e impietosa tenerezza, l’autoritratto di un padre, o, meglio, di un “dopopadre che ha rinunciato a impugnare la Tavola della Legge, non è più il depositario indiscusso dell’autorità e dunque sa bene, come educatore o anche solo come ‘figura esemplare’, di navigare a vista”. Un genitore che non crede più al principio di autorità, che intuisce lo sfaldarsi dei vecchi punti fermi nei rapporti tra le generazioni e non sa con cosa sostituirli. Ma non rinuncia a cercare un punto di incontro, anche solo attraverso una passeggiata in montagna.
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