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La Civilta Giudaico-Cristiana E Un'impostura? Sophie Bessis Einaudi 2026
La Civilta Giudaico-Cristiana E Un'impostura? Sophie Bessis Einaudi 2026
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB127488
ISBN: 9788806271350
Titolo: La Civilta Giudaico-Cristiana E Un'impostura?
Autore: Sophie Bessis
Editore: Einaudi
Anno: 2026
Pagine: 88
Formato: Brossura
Per decenni il concetto di civiltà giudaico-cristiana ha dominato il discorso politico e mediatico in Occidente, presentato come il fondamento culturale dell’Europa e del Nord America. Ma che cosa si nasconde dietro questa espressione, divenuta un riferimento egemonico? Da tempo ormai vari attori internazionali se ne sono appropriati – Stati, movimenti politici e nazionalismi – per giustificare dinamiche di esclusione e narrazioni semplificate. Il sionismo, e poi lo Stato di Israele, fin dalla sua nascita, hanno avuto bisogno di affermare il proprio ancoraggio esclusivo all’Occidente, proclamandosi oggi come bastione avanzato della civiltà giudaico-cristiana di fronte al nemico arabomusulmano, mentre i nazionalismi arabi hanno visto in quest’espressione uno strumento comodo per negare la dimensione ebraica della storia dei propri Paesi.
Sku: PZZLB127488
ISBN: 9788806271350
Titolo: La Civilta Giudaico-Cristiana E Un'impostura?
Autore: Sophie Bessis
Editore: Einaudi
Anno: 2026
Pagine: 88
Formato: Brossura
Per decenni il concetto di civiltà giudaico-cristiana ha dominato il discorso politico e mediatico in Occidente, presentato come il fondamento culturale dell’Europa e del Nord America. Ma che cosa si nasconde dietro questa espressione, divenuta un riferimento egemonico? Da tempo ormai vari attori internazionali se ne sono appropriati – Stati, movimenti politici e nazionalismi – per giustificare dinamiche di esclusione e narrazioni semplificate. Il sionismo, e poi lo Stato di Israele, fin dalla sua nascita, hanno avuto bisogno di affermare il proprio ancoraggio esclusivo all’Occidente, proclamandosi oggi come bastione avanzato della civiltà giudaico-cristiana di fronte al nemico arabomusulmano, mentre i nazionalismi arabi hanno visto in quest’espressione uno strumento comodo per negare la dimensione ebraica della storia dei propri Paesi.
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