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Mimesis
Fabrics Martino Dalla Valle Mimesis 2026
Fabrics Martino Dalla Valle Mimesis 2026
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB127796
ISBN: 9791222329635
Titolo: Fabrics
Autore: Martino Dalla Valle
Editore: Mimesis
Anno: 2026
Pagine: 98
Formato: Brossura
Fabrics è un esperimento, una “fabbrica” ideale e reale al tempo stesso, in cui le immagini e le parole, il visuale e il testuale, l’estetico e il logico, si alternano in un gioco di rimandi e sovrapposizioni che, senza confondere i rispettivi codici, giocano però a ridefinirne limiti e possibilità, impegnando il lettore in un’interminabile ricerca della chiave di questo insolito liber imaginalis. Non solo infatti i collage reinventano, con ironia e umana partecipazione, gli scatti fotografici che repertoriano gli effetti dell’abbandono di un antico paesaggio industriale, rendendolo irriconoscibile, ma anche i testi, melanconici poèmes en prose che con i collage “flirtano”, ma per tradirli e reinventarli a loro volta, non fanno altro in fin dei conti che liberare dalle immagini altre immagini, di volta in volta oniriche, poetiche o filosofiche. Il lettore si troverà così immerso, in qualità di parte in causa e non di semplice spettatore, nel misterioso processo dell’atto creativo, in quella “fabbrica” di immagini che chiamiamo arte e che forse è l’unica forma di possibile redenzione.
Sku: PZZLB127796
ISBN: 9791222329635
Titolo: Fabrics
Autore: Martino Dalla Valle
Editore: Mimesis
Anno: 2026
Pagine: 98
Formato: Brossura
Fabrics è un esperimento, una “fabbrica” ideale e reale al tempo stesso, in cui le immagini e le parole, il visuale e il testuale, l’estetico e il logico, si alternano in un gioco di rimandi e sovrapposizioni che, senza confondere i rispettivi codici, giocano però a ridefinirne limiti e possibilità, impegnando il lettore in un’interminabile ricerca della chiave di questo insolito liber imaginalis. Non solo infatti i collage reinventano, con ironia e umana partecipazione, gli scatti fotografici che repertoriano gli effetti dell’abbandono di un antico paesaggio industriale, rendendolo irriconoscibile, ma anche i testi, melanconici poèmes en prose che con i collage “flirtano”, ma per tradirli e reinventarli a loro volta, non fanno altro in fin dei conti che liberare dalle immagini altre immagini, di volta in volta oniriche, poetiche o filosofiche. Il lettore si troverà così immerso, in qualità di parte in causa e non di semplice spettatore, nel misterioso processo dell’atto creativo, in quella “fabbrica” di immagini che chiamiamo arte e che forse è l’unica forma di possibile redenzione.
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