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Adelphi
Autocronologia Alberto Arbasino Adelphi 2026
Autocronologia Alberto Arbasino Adelphi 2026
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB129656
ISBN: 9788845940965
Titolo: Autocronologia
Autore: Alberto Arbasino
Editore: Adelphi
Anno: 2026
Pagine: 246
Formato: Brossura
Fieramente avverso al proustismo di maniera – cioè a ogni ��rievocazione sentimentale e patetica di nonne e bisnonne, e tanti sacrifici tra mangiarini e cuoricini e dispiaceri in casolari e casamenti intimistici –, Arbasino ha steso sulla sua vita un velo di pudore e di riserbo. Si può dunque immaginare con quanta riluttanza abbia accolto l'idea di raccontarla in occasione delle sue opere in raccolta, e per di più di costringerla nella gabbia di una cronologia. Com'era prevedibile, ha finito per assecondare la sua verve irriverente, trasformando un anodino apparato in un congegno abnorme e fuori scala: più precisamente, in un libro di Arbasino, dove spiccano il suo stile inconfondibile e tutte le novità di un sedizioso percorso di flâneur di varie arti, saggista e romanziere: la pratica di una Kulturkritik perseguita con leggerezza alla faccia di ogni mini-territorio esclusivo delimitato da tante pipì accademiche, il nomadismo – sullo sfondo di un'Italia ancora immobile e provinciale –, fruttuoso di incontri e conversazioni, mostre e serate teatrali e musicali epocali e memorabili, la concezione del libro come macchina , come organismo autonomo e sempre provvisorio.
Sku: PZZLB129656
ISBN: 9788845940965
Titolo: Autocronologia
Autore: Alberto Arbasino
Editore: Adelphi
Anno: 2026
Pagine: 246
Formato: Brossura
Fieramente avverso al proustismo di maniera – cioè a ogni ��rievocazione sentimentale e patetica di nonne e bisnonne, e tanti sacrifici tra mangiarini e cuoricini e dispiaceri in casolari e casamenti intimistici –, Arbasino ha steso sulla sua vita un velo di pudore e di riserbo. Si può dunque immaginare con quanta riluttanza abbia accolto l'idea di raccontarla in occasione delle sue opere in raccolta, e per di più di costringerla nella gabbia di una cronologia. Com'era prevedibile, ha finito per assecondare la sua verve irriverente, trasformando un anodino apparato in un congegno abnorme e fuori scala: più precisamente, in un libro di Arbasino, dove spiccano il suo stile inconfondibile e tutte le novità di un sedizioso percorso di flâneur di varie arti, saggista e romanziere: la pratica di una Kulturkritik perseguita con leggerezza alla faccia di ogni mini-territorio esclusivo delimitato da tante pipì accademiche, il nomadismo – sullo sfondo di un'Italia ancora immobile e provinciale –, fruttuoso di incontri e conversazioni, mostre e serate teatrali e musicali epocali e memorabili, la concezione del libro come macchina , come organismo autonomo e sempre provvisorio.
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