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Feltrinelli

La Vita Agra Luciano Bianciardi Feltrinelli 2026

La Vita Agra Luciano Bianciardi Feltrinelli 2026

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Sku: PZZLB130170
ISBN: 9788807950889
Titolo: La Vita Agra
Autore: Luciano Bianciardi
Editore: Feltrinelli
Anno: 2026
Pagine: 208
Formato: Brossura

Milano, fine anni cinquanta. Un intellettuale di provincia lascia la moglie e il figlioletto per andare a vivere in città. L'intento è sovversivo: far saltare in aria il “Torracchione”, il palazzo di una compagnia chimico-mineraria, per vendicare i quaranta minatori morti in un incidente causato dalla scarsa sicurezza sul lavoro. Su questo presupposto incendiario – ispirato dal disastro di Ribolla del 1954 – prende avvio il romanzo di Bianciardi, in larga parte autobiografico. Ma la città fa presto a fagocitare il giovane intellettuale che, per mantenersi, si trova a lavorare come redattore per pochi soldi, battendo a macchina tutto il giorno e consumandosi i nervi un caffè alla volta. Intanto osserva con frustrazione crescente il labirinto di cemento in cui è finito, avvolto da una nebbia che è semmai una fumigazione rabbiosa, una flatulenza di uomini, motori, camini, è sudore, polverone sollevato dal taccheggiare degli opportunisti, fiato di denti guasti. E così l'intento iniziale del protagonista si dissolve in una rincorsa costante alla prossima consegna, tra l'assillo di tafanatori e rompiscatole e un vortice di annunci pubblicitari, abbonamenti e telefonate a ogni ora del giorno e della notte. Pubblicato nel 1962 e subito diventato un libro di culto, La vita agra rimane un incomparabile sguardo sulle conseguenze umane e sociali del boom economico. Con lingua irrequieta, grottesca, che però si apre sempre a una comicità abrasiva, Bianciardi ci consegna uno dei romanzi più rappresentativi dell'Italia del secolo scorso. Una scrittura impossibile da imbrigliare, capace di cogliere con lucidità inimmaginabile i tic linguistici e il progressivo disarmo delle idee che ancora oggi caratterizzano gran parte del mondo culturale.Il boom economico, la febbre dei consumi, la produzione spinta sempre un po' più in là. E intanto la cultura si sfalda, Milano diventa una prigione di nebbia e squallore per chi vende la propria immaginazione per quattro soldi, mentre la classe operaia sconta sulla pelle le conseguenze del capitalismo sfrenato.
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