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Rizzoli
Io Pirandello, Uomo Del Caos Annamaria Andreoli Rizzoli 2026
Io Pirandello, Uomo Del Caos Annamaria Andreoli Rizzoli 2026
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB132644
ISBN: 9788817195010
Titolo: Io Pirandello, Uomo Del Caos
Autore: Annamaria Andreoli
Editore: Rizzoli
Anno: 2026
Pagine: 320
Formato: Brossura
Chi era Luigi Pirandello (Agrigento 1867-Roma 1936), l'autore che amava rappresentare beffe, paradossi, spaventi? Un enigma, perché l'artista, nascosto dai suoi personaggi, si è sottratto alla verità della propria esistenza dichiarando che la vita o si vive o si scrive. Chi era il gigante della nostra letteratura oggi letto e rappresentato in tutto il mondo? Rispondono carteggi noti da poco, atti notarili ignorati da sempre e il parere di chi l'ha conosciuto, a cominciare dai congiunti: genitori, fratelli, zii, moglie, figli, nipoti. Lettere, documenti, testimonianze inedite rivelano aspetti occultati o rimossi di una vicenda umana scabrosa, scomoda, politicamente scorretta. Gli amici, gli eredi, gli studiosi e persino un cultore di Pirandello come il compaesano Leonardo Sciascia hanno separato l'uomo dall'artista. Ma l'Uomo del Caos, la campagna affacciata sul mare africano dov'è nato, non aveva mai smesso di sentirsi travolto dal disagio della civiltà parlandoci continuamente di crisi, di alienazione, di malattia dell'anima. Basta ascoltarlo. Dice che i pazzi sono saggi, che i sogni sono reali, che la verità non esiste, che i miti sono necessari, che conoscersi è morire. Dice anche di essere stato fascista trent'anni prima del Fascismo e Mussolini concorda con lui. Finora negata, l'intesa personale di Pirandello con il Duce è invece fra le più notevoli del Ventennio.
Sku: PZZLB132644
ISBN: 9788817195010
Titolo: Io Pirandello, Uomo Del Caos
Autore: Annamaria Andreoli
Editore: Rizzoli
Anno: 2026
Pagine: 320
Formato: Brossura
Chi era Luigi Pirandello (Agrigento 1867-Roma 1936), l'autore che amava rappresentare beffe, paradossi, spaventi? Un enigma, perché l'artista, nascosto dai suoi personaggi, si è sottratto alla verità della propria esistenza dichiarando che la vita o si vive o si scrive. Chi era il gigante della nostra letteratura oggi letto e rappresentato in tutto il mondo? Rispondono carteggi noti da poco, atti notarili ignorati da sempre e il parere di chi l'ha conosciuto, a cominciare dai congiunti: genitori, fratelli, zii, moglie, figli, nipoti. Lettere, documenti, testimonianze inedite rivelano aspetti occultati o rimossi di una vicenda umana scabrosa, scomoda, politicamente scorretta. Gli amici, gli eredi, gli studiosi e persino un cultore di Pirandello come il compaesano Leonardo Sciascia hanno separato l'uomo dall'artista. Ma l'Uomo del Caos, la campagna affacciata sul mare africano dov'è nato, non aveva mai smesso di sentirsi travolto dal disagio della civiltà parlandoci continuamente di crisi, di alienazione, di malattia dell'anima. Basta ascoltarlo. Dice che i pazzi sono saggi, che i sogni sono reali, che la verità non esiste, che i miti sono necessari, che conoscersi è morire. Dice anche di essere stato fascista trent'anni prima del Fascismo e Mussolini concorda con lui. Finora negata, l'intesa personale di Pirandello con il Duce è invece fra le più notevoli del Ventennio.
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