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Guerini E Associati
Un Genocidio Culturale Dei Nostri Giorni. Nakhichevan: La Distruzione Della Cu
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Rimanenza di magazzino, libro nuovo che presenta difetti di copertina
Sku: PZZLB133871
ISBN: 9788862508896
Titolo: Un Genocidio Culturale Dei Nostri Giorni. Nakhichevan: La Distruzione Della Cultura E Della Storia A
Autore: Aldo Ferrari, Antonia Arslan
Editore: Guerini E Associati
Anno: 2023
Pagine: 224
Formato: Brossura
Il Nakhichevan ha avuto a lungo un ruolo molto importante nella storia e nella cultura dell’Armenia, in particolare nell’ambito della nascita del commercio armeno in epoca moderna. Attualmente, però, la millenaria presenza armena è stata completamente cancellata in questa regione che costituisce una repubblica autonoma dell’Azerbaigian. Non solo, infatti, gli armeni hanno completamente cessato di vivere nel Nakhichevan, ma il loro imponente patrimonio artistico – in particolare le celebri croci di pietra (khachkar) di Giulfa, ma anche le numerose chiese – è stato completamente distrutto dalle autorità azere negli ultimi decenni. Ed è altissimo il rischio che le stesso possa avvenire nel Nagorno-Karabakh ormai anch’esso privo della sua popolazione armena.
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Titolo: Un Genocidio Culturale Dei Nostri Giorni. Nakhichevan: La Distruzione Della Cultura E Della Storia A
Autore: Aldo Ferrari, Antonia Arslan
Editore: Guerini E Associati
Anno: 2023
Pagine: 224
Formato: Brossura
Il Nakhichevan ha avuto a lungo un ruolo molto importante nella storia e nella cultura dell’Armenia, in particolare nell’ambito della nascita del commercio armeno in epoca moderna. Attualmente, però, la millenaria presenza armena è stata completamente cancellata in questa regione che costituisce una repubblica autonoma dell’Azerbaigian. Non solo, infatti, gli armeni hanno completamente cessato di vivere nel Nakhichevan, ma il loro imponente patrimonio artistico – in particolare le celebri croci di pietra (khachkar) di Giulfa, ma anche le numerose chiese – è stato completamente distrutto dalle autorità azere negli ultimi decenni. Ed è altissimo il rischio che le stesso possa avvenire nel Nagorno-Karabakh ormai anch’esso privo della sua popolazione armena.
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