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Bollati Boringhieri
Le Parole Della Guerra Valentina Paze Bollati Boringhieri 2026
Le Parole Della Guerra Valentina Paze Bollati Boringhieri 2026
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB134557
ISBN: 9788833946436
Titolo: Le Parole Della Guerra
Autore: Valentina Paze
Editore: Bollati Boringhieri
Anno: 2026
Pagine: 192
Formato: Brossura
In tempi in cui la guerra sembra tornata a essere un orizzonte normale della politica, questo libro mostra che il primo campo di battaglia non è il fronte, ma il linguaggio. Valentina Pazé indaga come termini apparentemente non controversi – democrazia, difesa, genocidio, diritto, diserzione – vengano stiracchiati, rovesciati, svuotati, fino a trasformarsi in armi di manipolazione delle coscienze. Dall'Atene di Tucidide e di Euripide fino alla Gaza assediata e alla guerra in Ucraina, il libro intreccia filosofia politica, diritto internazionale, storia antica e cronaca dell'oggi. Ne nasce un affresco inquietante: le democrazie che esportano con le bombe i propri valori, la retorica dell'autodifesa usata per giustificare massacri indiscriminati, la categoria di genocidio amputata e sacralizzata, l'ordine liberale che rivela il suo volto selettivo e classista. Ma questo non è un saggio rassegnato. Pazé mostra come l'uso critico delle parole possa diventare un gesto di resistenza concreta: contro la militarizzazione delle società, contro l'idea che non esistano alternative al riarmo, contro la cancellazione delle vittime ridotte a numeri. Recuperando figure come Kant, Bobbio, Anders, Arendt, insieme a esperienze storiche di difesa civile non armata, il libro invita a mettere al bando la guerra non come slogan ingenuo, ma come necessità razionale nell'era nucleare e dell'intelligenza artificiale. Questo è un libro per chi non si rassegna al linguaggio della guerra giusta e vuole capire come le parole possano ancora aprire varchi di pensiero – e di azione – oltre la violenza.
Sku: PZZLB134557
ISBN: 9788833946436
Titolo: Le Parole Della Guerra
Autore: Valentina Paze
Editore: Bollati Boringhieri
Anno: 2026
Pagine: 192
Formato: Brossura
In tempi in cui la guerra sembra tornata a essere un orizzonte normale della politica, questo libro mostra che il primo campo di battaglia non è il fronte, ma il linguaggio. Valentina Pazé indaga come termini apparentemente non controversi – democrazia, difesa, genocidio, diritto, diserzione – vengano stiracchiati, rovesciati, svuotati, fino a trasformarsi in armi di manipolazione delle coscienze. Dall'Atene di Tucidide e di Euripide fino alla Gaza assediata e alla guerra in Ucraina, il libro intreccia filosofia politica, diritto internazionale, storia antica e cronaca dell'oggi. Ne nasce un affresco inquietante: le democrazie che esportano con le bombe i propri valori, la retorica dell'autodifesa usata per giustificare massacri indiscriminati, la categoria di genocidio amputata e sacralizzata, l'ordine liberale che rivela il suo volto selettivo e classista. Ma questo non è un saggio rassegnato. Pazé mostra come l'uso critico delle parole possa diventare un gesto di resistenza concreta: contro la militarizzazione delle società, contro l'idea che non esistano alternative al riarmo, contro la cancellazione delle vittime ridotte a numeri. Recuperando figure come Kant, Bobbio, Anders, Arendt, insieme a esperienze storiche di difesa civile non armata, il libro invita a mettere al bando la guerra non come slogan ingenuo, ma come necessità razionale nell'era nucleare e dell'intelligenza artificiale. Questo è un libro per chi non si rassegna al linguaggio della guerra giusta e vuole capire come le parole possano ancora aprire varchi di pensiero – e di azione – oltre la violenza.
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