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Cantagalli
Di Luce E Di Stupore. Epifanie Dell'invisibile Nello Spazio Liturgico Cantagal
Di Luce E Di Stupore. Epifanie Dell'invisibile Nello Spazio Liturgico Cantagal
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB138823
ISBN: 9791259628091
Titolo: Di Luce E Di Stupore. Epifanie Dell'invisibile Nello Spazio Liturgico
Editore: Cantagalli
Anno: 2026
Pagine: 224
Formato: Brossura
Il volume indaga il tema capitale della luce nello spazio liturgico cristiano, e attingendo alla ricca spiritualità d’oriente e d’occidente sviluppa la riflessione introdotta dalla descrizione della Creazione fatta in Genesi 1, che avviando l’alternanza del giorno e della notte inaugura la macchina del tempo e il ritmo del cosmo. Vitale per il creato, la luce è essenziale anche nella vita liturgica della Chiesa, che proprio nel tentativo di “dire l’indicibile” fa ricorso al linguaggio antico e paradossale di simboli la cui eloquenza interpella l’intelletto e coinvolge sensi, memoria, cuore. Complementare e sinergico, in tal senso, il contributo dell’architettura e dell’arte, che attraverso lo scintillio dei mosaici, i volti luminosi e ieratici delle icone, la plastica vigorosa delle masse modellate dai chiaroscuri, il bagliore etereo dei claristori o la cangiante policromia delle vetrate non cessano, oggi come ieri, di tendere a un ideale di Bellezza espressivo dell’alterità di Dio, e pur tra corsi e ricorsi storici riaffermano, attraverso una materia sempre più rarefatta, le esigenze dello Spirito.
Sku: PZZLB138823
ISBN: 9791259628091
Titolo: Di Luce E Di Stupore. Epifanie Dell'invisibile Nello Spazio Liturgico
Editore: Cantagalli
Anno: 2026
Pagine: 224
Formato: Brossura
Il volume indaga il tema capitale della luce nello spazio liturgico cristiano, e attingendo alla ricca spiritualità d’oriente e d’occidente sviluppa la riflessione introdotta dalla descrizione della Creazione fatta in Genesi 1, che avviando l’alternanza del giorno e della notte inaugura la macchina del tempo e il ritmo del cosmo. Vitale per il creato, la luce è essenziale anche nella vita liturgica della Chiesa, che proprio nel tentativo di “dire l’indicibile” fa ricorso al linguaggio antico e paradossale di simboli la cui eloquenza interpella l’intelletto e coinvolge sensi, memoria, cuore. Complementare e sinergico, in tal senso, il contributo dell’architettura e dell’arte, che attraverso lo scintillio dei mosaici, i volti luminosi e ieratici delle icone, la plastica vigorosa delle masse modellate dai chiaroscuri, il bagliore etereo dei claristori o la cangiante policromia delle vetrate non cessano, oggi come ieri, di tendere a un ideale di Bellezza espressivo dell’alterità di Dio, e pur tra corsi e ricorsi storici riaffermano, attraverso una materia sempre più rarefatta, le esigenze dello Spirito.
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