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Le Plurali
Diaspora Bastarda. Iran, Decolonialita E Relazioni Disobbedienti Marina Misagh
Diaspora Bastarda. Iran, Decolonialita E Relazioni Disobbedienti Marina Misagh
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB139588
ISBN: 9791280559760
Titolo: Diaspora Bastarda. Iran, Decolonialita E Relazioni Disobbedienti
Autore: Marina Misaghinejad
Editore: Le Plurali
Anno: 2026
Pagine: 200
Formato: Brossura
Un saggio autobiografico che, partendo dall’esperienza dell’autrice di origini iraniane, esplora il tema della diaspora. Una diaspora “bastarda” perché rifiuta ogni tentativo di omogeneità: identitaria, ideologica e affettiva. Vivere nella frattura tra mondi diversi permette di vedere la complessità, laddove lo sguardo occidentale preferisce una semplificazione stereotipata e coloniale, che alimenta l’islamofobia. Al centro del saggio c’è l’attacco all’Iran e la lotta del suo popolo per l’autodeterminazione, il concetto del “salvatore bianco” e il femminismo liberale, la diaspora “utile” e la narrazione distorta in cui donne e comunità queer diventano “vittime perfette”, pretesti per giustificare la violenza. A fronte di ciò, l’autrice risponde con una riflessione sulla costruzione di reti di solidarietà e sulla non monogamia come scelta personale e politica, prima di tutto postura ribelle rispetto al potere patriarcale e a una normatività preconfezionata che decide sui corpi e sulle vite.
Sku: PZZLB139588
ISBN: 9791280559760
Titolo: Diaspora Bastarda. Iran, Decolonialita E Relazioni Disobbedienti
Autore: Marina Misaghinejad
Editore: Le Plurali
Anno: 2026
Pagine: 200
Formato: Brossura
Un saggio autobiografico che, partendo dall’esperienza dell’autrice di origini iraniane, esplora il tema della diaspora. Una diaspora “bastarda” perché rifiuta ogni tentativo di omogeneità: identitaria, ideologica e affettiva. Vivere nella frattura tra mondi diversi permette di vedere la complessità, laddove lo sguardo occidentale preferisce una semplificazione stereotipata e coloniale, che alimenta l’islamofobia. Al centro del saggio c’è l’attacco all’Iran e la lotta del suo popolo per l’autodeterminazione, il concetto del “salvatore bianco” e il femminismo liberale, la diaspora “utile” e la narrazione distorta in cui donne e comunità queer diventano “vittime perfette”, pretesti per giustificare la violenza. A fronte di ciò, l’autrice risponde con una riflessione sulla costruzione di reti di solidarietà e sulla non monogamia come scelta personale e politica, prima di tutto postura ribelle rispetto al potere patriarcale e a una normatività preconfezionata che decide sui corpi e sulle vite.