1
/
su
1
Danilo Zanetti Editore
Da Altino A Maia Sulla Claudia Augusta
Da Altino A Maia Sulla Claudia Augusta
Prezzo di listino
€17,01 EUR
Prezzo di listino
€20,66 EUR
Prezzo scontato
€17,01 EUR
Prezzo unitario
/
per
Imposte incluse.
Spese di spedizione calcolate al check-out.
Impossibile caricare la disponibilità di ritiro
CONDIZIONE: Come Nuovo
Sku: PZZLB29752
ISBN: 9788887982206
Titolo: Da Altino A Maia Sulla Claudia Augusta
Autore: Alberto Alpago Novello
Editore: Danilo Zanetti Editore
Anno: 2000
Pagine: 224
Formato: Brossura
Seconda edizione del fondamentale studio che Alberto Alpago Novello dedicò alla via aperta da Druso Claudio “Germanico”, generale di Augusto, intorno al 15 a.c. ai tempi della conquista della Rezia e della Vindelicia. Nella prefazione a questa seconda edizione si legge: ” un’arteria fondamentale, di vitale importanza strategica e logistica. Questa fu la via Claudia Augusta. Ciò nonostante, pur frequentata per secoli, il suo nome fu dimenticato. La prima testimonianza certa di questa via venne alla luce nel 1552 con il ritrovamento del cippo di rablà. ma la cosa destò l’interesse scientifico solo nel 1786 quando, a Cesio, fu rinvenuto il secondo e più completo cippo commemorativo. Congiungere i due cippi e le due estremità note fu un autentico “rebus” che infervorò generazioni di studiosi. Fattori diversi contribuirono a rendere estremamente ardua l’impresa, basti ricordare il carattere militare della via, la complessa conformazione del territorio che attraversava, la rete di strade che si sovrappose, intersecò e sostituì fin dai primi secoli dell’era cristiana la primitiva opera di Druso portata a compimento da figlio, l’imperatore Claudio. Alberto Alpago Novello dedicò alla identificazione del solo tratto da Altino a Maia (l’odierna Merano) oltre trent’anni di ricerche. Un lavoro minuzioso nato dall’analisi delle numerose fonti storiche, archeologiche, toponomastiche e dallo studio attento delle carte, le più antiche che gli riuscì di trovare. Tutto verificato poi, ad ogni successiva fase, con ripetute, rigorose ricognizioni sul terreno”. “Questa strada – conclude Budel – in cui affondano le proprie radici cinque regioni di tre diverse nazioni, a buon diritto può essere considerata un luogo della memoria: un monumento vivo della storia comune della nuova Europa”.
Sku: PZZLB29752
ISBN: 9788887982206
Titolo: Da Altino A Maia Sulla Claudia Augusta
Autore: Alberto Alpago Novello
Editore: Danilo Zanetti Editore
Anno: 2000
Pagine: 224
Formato: Brossura
Seconda edizione del fondamentale studio che Alberto Alpago Novello dedicò alla via aperta da Druso Claudio “Germanico”, generale di Augusto, intorno al 15 a.c. ai tempi della conquista della Rezia e della Vindelicia. Nella prefazione a questa seconda edizione si legge: ” un’arteria fondamentale, di vitale importanza strategica e logistica. Questa fu la via Claudia Augusta. Ciò nonostante, pur frequentata per secoli, il suo nome fu dimenticato. La prima testimonianza certa di questa via venne alla luce nel 1552 con il ritrovamento del cippo di rablà. ma la cosa destò l’interesse scientifico solo nel 1786 quando, a Cesio, fu rinvenuto il secondo e più completo cippo commemorativo. Congiungere i due cippi e le due estremità note fu un autentico “rebus” che infervorò generazioni di studiosi. Fattori diversi contribuirono a rendere estremamente ardua l’impresa, basti ricordare il carattere militare della via, la complessa conformazione del territorio che attraversava, la rete di strade che si sovrappose, intersecò e sostituì fin dai primi secoli dell’era cristiana la primitiva opera di Druso portata a compimento da figlio, l’imperatore Claudio. Alberto Alpago Novello dedicò alla identificazione del solo tratto da Altino a Maia (l’odierna Merano) oltre trent’anni di ricerche. Un lavoro minuzioso nato dall’analisi delle numerose fonti storiche, archeologiche, toponomastiche e dallo studio attento delle carte, le più antiche che gli riuscì di trovare. Tutto verificato poi, ad ogni successiva fase, con ripetute, rigorose ricognizioni sul terreno”. “Questa strada – conclude Budel – in cui affondano le proprie radici cinque regioni di tre diverse nazioni, a buon diritto può essere considerata un luogo della memoria: un monumento vivo della storia comune della nuova Europa”.
Condividi
