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Mimesis
Tradotti Agli Estremi Confini. Musicisti Ebrei Internati Nell'italia Fascista
Tradotti Agli Estremi Confini. Musicisti Ebrei Internati Nell'italia Fascista
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Sku: PZZLB58021
ISBN: 9788857561226
Titolo: Tradotti Agli Estremi Confini. Musicisti Ebrei Internati Nell'italia Fascista
Autore: Raffaele Deluca
Editore: Mimesis
Anno: 2020
Pagine: 375
Formato: Brossura
Anche l'Italia di Mussolini, con l'ingresso in guerra, aprì dei campi di concentramento, e quasi tutti gli ebrei stranieri presenti nel Paese vennero arrestati per esservi condotti. Non pochi di loro erano artisti - specialmente musicisti - che nell'Italia avevano visto generalmente l'ideale patria dell'arte. Questo volume ripercorre le vicende di alcune tra le più significative figure di musicisti ebrei internati in Italia, uomini perseguitati per anni: prima nelle loro nazioni d'origine, poi anche nel Belpaese. Uomini nei quali la volontà di fare musica nonostante tutto non venne fiaccata dall'internamento fascista e neppure dalle non poche difficoltà del dopoguerra e del ritorno alla vita normale. Molti di loro riuscirono a scrivere musica, a insegnarla, a reperire strumenti musicali e spartiti. Riuscirono a formare cori e orchestre di internati, per mantenere e ricreare, con la musica, un'identità culturale e umana che era stata violata dalle persecuzioni razziali. Introduzione di Carlo Spartaco Capogreco.
Sku: PZZLB58021
ISBN: 9788857561226
Titolo: Tradotti Agli Estremi Confini. Musicisti Ebrei Internati Nell'italia Fascista
Autore: Raffaele Deluca
Editore: Mimesis
Anno: 2020
Pagine: 375
Formato: Brossura
Anche l'Italia di Mussolini, con l'ingresso in guerra, aprì dei campi di concentramento, e quasi tutti gli ebrei stranieri presenti nel Paese vennero arrestati per esservi condotti. Non pochi di loro erano artisti - specialmente musicisti - che nell'Italia avevano visto generalmente l'ideale patria dell'arte. Questo volume ripercorre le vicende di alcune tra le più significative figure di musicisti ebrei internati in Italia, uomini perseguitati per anni: prima nelle loro nazioni d'origine, poi anche nel Belpaese. Uomini nei quali la volontà di fare musica nonostante tutto non venne fiaccata dall'internamento fascista e neppure dalle non poche difficoltà del dopoguerra e del ritorno alla vita normale. Molti di loro riuscirono a scrivere musica, a insegnarla, a reperire strumenti musicali e spartiti. Riuscirono a formare cori e orchestre di internati, per mantenere e ricreare, con la musica, un'identità culturale e umana che era stata violata dalle persecuzioni razziali. Introduzione di Carlo Spartaco Capogreco.
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