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Tra Le Righe Libri
L'ultimo Reduce: Aldo Luciani. Memorie Di Un Prigioniero Nei Balcani Roberto A
L'ultimo Reduce: Aldo Luciani. Memorie Di Un Prigioniero Nei Balcani Roberto A
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Rimanenza di magazzino, libro nuovo che presenta lievi difetti di copertina
Sku: PZZLB64872
ISBN: 9788832870756
Titolo: L'ultimo Reduce: Aldo Luciani. Memorie Di Un Prigioniero Nei Balcani
Autore: Roberto Andreuccetti
Editore: Tra Le Righe Libri
Anno: 2019
Pagine: 104
Formato: Brossura
La prigionia di Aldo Luciani nel campo di concentramento di Bor, una località situata nel sud est della Serbia, fu una autentica tortura, la vita era resa impossibile dalla fame, dalle malattie e dalla crudezza dei metodi di sorveglianza adottati degli uomini delle SS. Dopo un anno di internamento e di sofferenze nel lager serbo, finalmente l’esercito dell’Armata Rossa arrivò a cacciare i tedeschi e a liberare i prigionieri italiani, che non vennero però rimpatriati, ma dovettero sopportare un nuovo periodo di detenzione in un campo di lavoro situato alla periferia della città di Izmail, un grosso centro alle foci del Danubio, tra la Moldavia e la Romania. Dopo numerose peripezie, nell’ottobre del 1945 Aldo Luciani venne finalmente liberato e potè intraprendere il lungo viaggio che lo riportò in Italia. Gli eventi che hanno visto protagonista questo giovane poco più che ventenne, durante due diversi periodi di internamento, permettono di fare un raffronto fra i metodi di privazione della libertà propri dei tedeschi e quelli dei russi, nonché fra la diverse psicologie dei carcerieri.
Rimanenza di magazzino, libro nuovo che presenta lievi difetti di copertina
Sku: PZZLB64872
ISBN: 9788832870756
Titolo: L'ultimo Reduce: Aldo Luciani. Memorie Di Un Prigioniero Nei Balcani
Autore: Roberto Andreuccetti
Editore: Tra Le Righe Libri
Anno: 2019
Pagine: 104
Formato: Brossura
La prigionia di Aldo Luciani nel campo di concentramento di Bor, una località situata nel sud est della Serbia, fu una autentica tortura, la vita era resa impossibile dalla fame, dalle malattie e dalla crudezza dei metodi di sorveglianza adottati degli uomini delle SS. Dopo un anno di internamento e di sofferenze nel lager serbo, finalmente l’esercito dell’Armata Rossa arrivò a cacciare i tedeschi e a liberare i prigionieri italiani, che non vennero però rimpatriati, ma dovettero sopportare un nuovo periodo di detenzione in un campo di lavoro situato alla periferia della città di Izmail, un grosso centro alle foci del Danubio, tra la Moldavia e la Romania. Dopo numerose peripezie, nell’ottobre del 1945 Aldo Luciani venne finalmente liberato e potè intraprendere il lungo viaggio che lo riportò in Italia. Gli eventi che hanno visto protagonista questo giovane poco più che ventenne, durante due diversi periodi di internamento, permettono di fare un raffronto fra i metodi di privazione della libertà propri dei tedeschi e quelli dei russi, nonché fra la diverse psicologie dei carcerieri.
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