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Mandragora
De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno Sguardo Nell'invisibile
De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno Sguardo Nell'invisibile
Prezzo di listino
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CONDIZIONE: Come Nuovo
Rimanenza di magazzino, libro nuovo che presenta lievi difetti di copertina
Sku: PZZLB6557
ISBN: 9788874611515
Titolo: De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno Sguardo Nell'invisibile
Autore: P. Baldacci
Editore: Mandragora
Anno: 2010
Pagine: 254
Formato: Brossura
Fin dagli inizi del suo percorso artistico, Giorgio de Chirico stabilì che la sua pittura avrebbe dovuto far vedere ciò che non si può vedere,, poiché non aveva senso rappresentare le cose come già possiamo vederle in natura. Non a caso Magritte, quando nel 1925 si imbatté per la prima volta nella pittura di De Chirico, disse che gli aveva dato la sensazione di poter vedere il pensiero,. Celebri artisti e poeti, come Guillaume Apollinaire e André Breton, si riconobbero immediatamente nella sua enigmatica visione del mondo e in quella rappresentazione delle cose lucida e penetrante. Si apriva così la strada a tutti i movimenti che hanno costituito la parte più vitale dell'arte europea tra le due guerre: il dada, il surrealismo, il realismo magico, il neoromanticismo. La mostra riunisce alcuni tra i più celebri quadri del periodo metafisico di De Chirico, dipinti metafisici di Carrà, nature morte di Morandi, capolavori di René Magritte, Max Ernst e Balthus, accompagnati, quasi in un dialogo, da opere estremamente significative di Niklaus Stöcklin, Arturo Nathan, Pierre Roy e Alberto Savinio. Una sezione speciale è dedicata all'opera grafica di De Chirico e Max Ernst.
Rimanenza di magazzino, libro nuovo che presenta lievi difetti di copertina
Sku: PZZLB6557
ISBN: 9788874611515
Titolo: De Chirico, Max Ernst, Magritte, Balthus. Uno Sguardo Nell'invisibile
Autore: P. Baldacci
Editore: Mandragora
Anno: 2010
Pagine: 254
Formato: Brossura
Fin dagli inizi del suo percorso artistico, Giorgio de Chirico stabilì che la sua pittura avrebbe dovuto far vedere ciò che non si può vedere,, poiché non aveva senso rappresentare le cose come già possiamo vederle in natura. Non a caso Magritte, quando nel 1925 si imbatté per la prima volta nella pittura di De Chirico, disse che gli aveva dato la sensazione di poter vedere il pensiero,. Celebri artisti e poeti, come Guillaume Apollinaire e André Breton, si riconobbero immediatamente nella sua enigmatica visione del mondo e in quella rappresentazione delle cose lucida e penetrante. Si apriva così la strada a tutti i movimenti che hanno costituito la parte più vitale dell'arte europea tra le due guerre: il dada, il surrealismo, il realismo magico, il neoromanticismo. La mostra riunisce alcuni tra i più celebri quadri del periodo metafisico di De Chirico, dipinti metafisici di Carrà, nature morte di Morandi, capolavori di René Magritte, Max Ernst e Balthus, accompagnati, quasi in un dialogo, da opere estremamente significative di Niklaus Stöcklin, Arturo Nathan, Pierre Roy e Alberto Savinio. Una sezione speciale è dedicata all'opera grafica di De Chirico e Max Ernst.
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