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Adelphi
Venezia Salva Simone Weil Adelphi 1987
Venezia Salva Simone Weil Adelphi 1987
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB79043
ISBN: 9788845902390
Titolo: Venezia Salva
Autore: Simone Weil
Editore: Adelphi
Anno: 1987
Pagine: 106
Formato: Brossura
Da Otway a Goethe, a Hofmannsthal, la storia dei congiurati spagnoli che nel 1618 volevano impadronirsi di Venezia e distruggerla ha spesso colpito l’immaginazione di grandi scrittori. Ma soltanto con i luminosi frammenti della Venezia salva di Simone Weil la vicenda sembra averci trasmesso la sua ultima verità: una città perfetta, che sta per essere piombata nel sogno orrendo della forza, un uomo attento che, all’improvviso, la vede e la salva,. In questo teatro immobile, il perno è Jaffier, il congiurato che tradisce i compagni e salva la città. In lui si rinnova la figura del giusto che blocca la corsa del male, consumandolo in sofferenza sulla propria testa. A fronte di Jaffier è un altro congiurato, Renaud, posseduto dal sogno della forza. Monomaniaco, elegantissimo, spaventosamente veridico,, egli conosce con piena lucidità l’articolarsi della forza nelle cose e nella mente. Il conflitto fra questi due esseri, mentre sullo sfondo intravediamo il roseo gioiello, di Venezia, è uno dei rarissimi nel teatro del nostro secolo che possa essere definito tragico. Qui la parola distruzione, uscendo da ogni vaghezza, assume connotati precisi come quelli delle pietre di una città. Qui possiamo constatare, una volta per tutte, come la parola d’ordine degli oppressori sia sempre la stessa: Noi facciamo la storia,.
Sku: PZZLB79043
ISBN: 9788845902390
Titolo: Venezia Salva
Autore: Simone Weil
Editore: Adelphi
Anno: 1987
Pagine: 106
Formato: Brossura
Da Otway a Goethe, a Hofmannsthal, la storia dei congiurati spagnoli che nel 1618 volevano impadronirsi di Venezia e distruggerla ha spesso colpito l’immaginazione di grandi scrittori. Ma soltanto con i luminosi frammenti della Venezia salva di Simone Weil la vicenda sembra averci trasmesso la sua ultima verità: una città perfetta, che sta per essere piombata nel sogno orrendo della forza, un uomo attento che, all’improvviso, la vede e la salva,. In questo teatro immobile, il perno è Jaffier, il congiurato che tradisce i compagni e salva la città. In lui si rinnova la figura del giusto che blocca la corsa del male, consumandolo in sofferenza sulla propria testa. A fronte di Jaffier è un altro congiurato, Renaud, posseduto dal sogno della forza. Monomaniaco, elegantissimo, spaventosamente veridico,, egli conosce con piena lucidità l’articolarsi della forza nelle cose e nella mente. Il conflitto fra questi due esseri, mentre sullo sfondo intravediamo il roseo gioiello, di Venezia, è uno dei rarissimi nel teatro del nostro secolo che possa essere definito tragico. Qui la parola distruzione, uscendo da ogni vaghezza, assume connotati precisi come quelli delle pietre di una città. Qui possiamo constatare, una volta per tutte, come la parola d’ordine degli oppressori sia sempre la stessa: Noi facciamo la storia,.