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Il Saggiatore
Affinita. Perche L'arte Ci Affascina Brian Dillon Il Saggiatore 2024
Affinita. Perche L'arte Ci Affascina Brian Dillon Il Saggiatore 2024
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CONDIZIONE: Nuovo
Sku: PZZLB89960
ISBN: 9788842833376
Titolo: Affinita. Perche L'arte Ci Affascina
Autore: Brian Dillon
Editore: Il Saggiatore
Anno: 2024
Pagine: 320
Formato: Brossura
In Affinità, Brian Dillon attraversa la storia dell’arte per cercare di spiegare come e perché le immagini abbiano il potere di sedurci. Una riflessione che si muove in quel territorio ambiguo tra ciò che ha importanza solo per noi e ciò che riguarda l’intera collettività, per indagare il legame magico che c’è tra quello che vediamo e quello che sentiamo. Il concetto di affinità è estremamente vago e però per tutti di immediata comprensione. È qualcosa al contempo culturale ed emotivo, intellettuale e sentimentale: perché proprio quel quadro ci ha colpito nel mezzo della grande sala di quel museo? Non sappiamo dirlo con precisione, eppure non possiamo fare a meno di sentirci catturati da da quell’aura. In queste pagine Brian Dillon sceglie allora di esplorare le proprie affinità personali, interrogando le opere di artisti quali Dora Maar, Andy Warhol, Rinko Kawauchi o Francesca Woodman insieme alle illustrazioni scientifiche di creature marine e anatomie mediche, le fotografie della propria famiglia e i frammenti di celebri film, tentando così di definire con la scrittura un’interdipendenza sentimentale e intellettuale altrimenti ineffabile.
Sku: PZZLB89960
ISBN: 9788842833376
Titolo: Affinita. Perche L'arte Ci Affascina
Autore: Brian Dillon
Editore: Il Saggiatore
Anno: 2024
Pagine: 320
Formato: Brossura
In Affinità, Brian Dillon attraversa la storia dell’arte per cercare di spiegare come e perché le immagini abbiano il potere di sedurci. Una riflessione che si muove in quel territorio ambiguo tra ciò che ha importanza solo per noi e ciò che riguarda l’intera collettività, per indagare il legame magico che c’è tra quello che vediamo e quello che sentiamo. Il concetto di affinità è estremamente vago e però per tutti di immediata comprensione. È qualcosa al contempo culturale ed emotivo, intellettuale e sentimentale: perché proprio quel quadro ci ha colpito nel mezzo della grande sala di quel museo? Non sappiamo dirlo con precisione, eppure non possiamo fare a meno di sentirci catturati da da quell’aura. In queste pagine Brian Dillon sceglie allora di esplorare le proprie affinità personali, interrogando le opere di artisti quali Dora Maar, Andy Warhol, Rinko Kawauchi o Francesca Woodman insieme alle illustrazioni scientifiche di creature marine e anatomie mediche, le fotografie della propria famiglia e i frammenti di celebri film, tentando così di definire con la scrittura un’interdipendenza sentimentale e intellettuale altrimenti ineffabile.
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