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Il Mulino
Rimembri Ancora. Perche Amare Da Grandi Le Poesie Studiate A Scuola Paolo Di P
Rimembri Ancora. Perche Amare Da Grandi Le Poesie Studiate A Scuola Paolo Di P
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Sku: PZZLB98248
ISBN: 9788815390516
Titolo: Rimembri Ancora. Perche Amare Da Grandi Le Poesie Studiate A Scuola
Autore: Paolo Di Paolo
Editore: Il Mulino
Anno: 2024
Pagine: 240
Formato: Brossura
Nel bagaglio delle conoscenze scolastiche, insieme alle tabelline, al teorema di Pitagora, alla fotosintesi clorofilliana, rientrano anche molte poesie. C’è perfino chi, nel tempo, le ha imparate a memoria. Da Silvia, rimembri ancora di Leopardi a La pioggia nel pineto di D’Annunzio, dalle stelle cadenti di Pascoli al male di vivere di Montale, può capitare di ritrovarsi qualche verso sulle labbra, all’improvviso. Sembra che voglia dirci ancora qualcosa. Ma cosa? Paolo Di Paolo ci offre un’occasione per leggere in modo nuovo e sorprendente le poesie studiate a scuola. Toglie un po’ di polvere e le libera dai luoghi comuni, rimette in rapporto scrittura e vita. Seguendo piste imprevedibili, riscopre Dei Sepolcri come un canto carico di tenerezza e rilegge Il cinque maggio come un editoriale in versi. Accosta autori contemporanei come Ray Bradbury a Carducci o Yasmina Reza a Manzoni, ripensa i versi secchi di Ungaretti all’ombra delle guerre odierne. E mette in gioco anche sé stesso, la sua storia di studente, di aspirante scrittore: un romanzo mai scritto su Gozzano, le telefonate e gli incontri con i grandi del secondo ’900, Luzi, Zanzotto, Sanguineti, Spaziani… Dimostra così che l’esperienza può riempire di senso quei versi lontani e completarli nel tempo, fra amori, ferite, desideri, sogni.
Sku: PZZLB98248
ISBN: 9788815390516
Titolo: Rimembri Ancora. Perche Amare Da Grandi Le Poesie Studiate A Scuola
Autore: Paolo Di Paolo
Editore: Il Mulino
Anno: 2024
Pagine: 240
Formato: Brossura
Nel bagaglio delle conoscenze scolastiche, insieme alle tabelline, al teorema di Pitagora, alla fotosintesi clorofilliana, rientrano anche molte poesie. C’è perfino chi, nel tempo, le ha imparate a memoria. Da Silvia, rimembri ancora di Leopardi a La pioggia nel pineto di D’Annunzio, dalle stelle cadenti di Pascoli al male di vivere di Montale, può capitare di ritrovarsi qualche verso sulle labbra, all’improvviso. Sembra che voglia dirci ancora qualcosa. Ma cosa? Paolo Di Paolo ci offre un’occasione per leggere in modo nuovo e sorprendente le poesie studiate a scuola. Toglie un po’ di polvere e le libera dai luoghi comuni, rimette in rapporto scrittura e vita. Seguendo piste imprevedibili, riscopre Dei Sepolcri come un canto carico di tenerezza e rilegge Il cinque maggio come un editoriale in versi. Accosta autori contemporanei come Ray Bradbury a Carducci o Yasmina Reza a Manzoni, ripensa i versi secchi di Ungaretti all’ombra delle guerre odierne. E mette in gioco anche sé stesso, la sua storia di studente, di aspirante scrittore: un romanzo mai scritto su Gozzano, le telefonate e gli incontri con i grandi del secondo ’900, Luzi, Zanzotto, Sanguineti, Spaziani… Dimostra così che l’esperienza può riempire di senso quei versi lontani e completarli nel tempo, fra amori, ferite, desideri, sogni.
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